Irlanda: 5 marxisti in parlamento

A novembre il Socialist Party (sezione del CWI e organizzazione sorella di ControCorrente in Irlanda), insieme a People before the Profit (raggruppamento nato qualche anno fa su iniziativa del Socialist Workers’ Party) e al Comitato di Lotta dei Disoccupati della Contea di Tipperary dà vita alla United Left Alliance (ULA). Presentano 18 candidati con un programma di contrasto alla crisi totalmente alternativo a quello delle altre forze politiche: 1. banche e finanziarie in mano pubblica e sottoposte a controllo democratico; 2. tassazione dei profitti e non dei redditi da lavoro, stop ai tagli e alle privatizzazioni e intervento pubblico per creare occupazione; 3. uguaglianza di tutti i cittadini, senza discriminazioni di età, orientamento sessuale, razza, religione: i lavoratori stranieri contrattualizzati come quelli irlandesi per evitare la competizione sul costo del lavoro; 4. investimenti sulle energie alternative e riconversione dell’economia a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Infine la ULA si impegna a costruire un nuovo partito di massa dei lavoratori, irlandesi e immigrati, dei disoccupati, dei pensionati e degli studenti che lottano per cambiare la società; a non allearsi coi partiti moderati e a lavorare per estendere la propria esperienza sul piano internazionale. ‘La formazione della United Left Alliance – recita il programma della coalizione – è parte di un processo europeo e internazionale che mira a sviluppare movimenti e organizzazioni che combattano contro l’aggressione ai lavoratori, ai disoccupati e ai poveri e che si battano per una società alternativa’. Il risultato del voto svoltosi venerdì scorso è davvero eclatante e mostra le potenzialità di una coerente politica a sostegno dei lavoratori e delle classi subalterne. La ULA elegge cinque parlamentari (su circa 150): Joe Higgins, già parlamentare europeo e Clare Daly (Socialist Party), Joan Collins e Richard Boyd Barrett (People before Profit) e l’indipendente Seamus Healy nella contea di Tipperary. Un risultato eccezionale perché la forza di un esempio concreto vale più di mille parole.

‘Avremo cinque parlamentari e lavoreremo come un’opposizione coerente e di principio – ha dichiarato Joe Higgins – Serve un nuovo partito di sinistra per rappresentare la gente che lavora. Siamo tutti d’accordo sul fatto che c’è un vuoto. L’intenzione dunque è quella di dare vita a un partito, ma non voglio che si pensi che lo faremo domani mattina, perché si tratta di un processo. Discuteremo i prossimi passi con i nostri militanti e i nostri simpatizzanti’.
L’Irlanda dovrebbe ispirare qualche riflessione anche alla sinistra italiana. Com’è possibile che tre organizzazioni con alcune centinaia di iscritti siano in grado di mettersi insieme ed eleggere cinque parlamentari (dopo che una di queste già aveva eletto un parlamentare europeo) portando avanti un programma anticapitalista, mentre la sinistra italiana, con la sua storia, coi suoi partiti che dichiarano decine di migliaia di iscritti e le sue federazioni di plastica è ormai fuori dal Parlamento nazionale ed europeo e dalla metà dei consigli regionali e soprattutto è diventata ininfluente nella vita concreta delle persone? Due giorni fa – nella Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista si è svolta una discussione surreale sul programma. Ferrero ci ha spiegato che dobbiamo fare proposte credibili e che ‘Per questo abbiamo evitato di insistere su temi spinosi come quello dell’intervento pubblico’. E a chi chiedeva al contrario che la questione dell’intervento pubblico diventi per Rifondazione come il federalismo per la Lega replicava che è inopportuno: ‘pochi giorni fa ho fatto un’assemblea sulla sanità e mi hanno chiesto se davvero la sanità pubblica è meglio di quella privata’. ‘Questa piattaforma ci serve per spiegare alla gente che cosa vuole la Federazione della Sinistra’ – ha aggiunto Ferrero, sorvolando sul fatto che il PRC propone di tagliare i finanziamenti alla scuola privata, mentre il portavoce della Federazione Diliberto vada dire in giro il contrario ‘perché sennò non possiamo allearci con Bersani’. Il problema della sinistra italiana è condensato in questa discussione ai limiti del grottesco. Quando un gruppo dirigente non ha un progetto, se non quello di sopravvivere, non ha neppure un futuro e il paradosso è che ti vendi l’anima per salvaguardare la tua presenza istituzionale e finisci inesorabilmente per perderla, pezzo dopo pezzo, come chi non sa nuotare e, una volta buttato in acqua, più si agita e più va a fondo. Quando invece di confrontarti ‘coi tuoi militanti e i tuoi simpatizzanti’ discuti via youtube con Vendola e Gianni Morandi e incontri soltanto Bersani e il tuo stato maggiore di generali senza truppe, finisci per perdere il contatto con la realtà. Quando confondi gli organismi dirigenti, dove tutti ti dicono di sì, con la realtà, dove la tua gente ti considera ormai inutile, significa che pronto per finire in archivio (meglio: in soffitta).

In Italia come in Irlanda e nella gran parte dei paesi europei la sinistra va ricostruita a partire dal tema della rappresentanza politica dei lavoratori e dei ceti popolari. Finché non si affronta di petto questo argomento il declino va avanti ed è proprio il rifiuto pervicace dei leader della sinistra italiana di occuparsene – anche di fronte ai richiami della FIOM e di altre avanguardie sociali – che ne ha già decretato il fallimento. La sinistra italiana in questo senso è un morto che cammina. Oggi è questa la discussione, che va affrontata subito, in modo serio e possibilmente in un quadro internazionale. A luglio Joe Higgins, insieme ad altri esponenti della sinistra europea e mondiale, verrà in Italia su invito di ControCorrente per partecipare ad alcune iniziative proprio sul tema dell’alternativa sociale e politica a un capitalismo attraversato da crisi continue. E’ un’occasione che vogliamo mettere a disposizione di tutti coloro che sono interessati a ricostruire una sinistra degna di questo nome nel nostro paese.

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