A Berlino un parco intitolato a Carlo Giuliani

Mentre la corte europea per i diritti umani assolve l’ Italia per l’omicidio di Carlo Giuliani, ennesima sentenza vergognosa riguardante il G8 di Genova, a Berlino i compagni che hanno condiviso con lui quei giorni di lotta  lo ricordano intitolando il “Park Carlo Giuliani”.

riportiamo la notizia da indymedia con sotto il comunicato tradotto:

10 anni dopo che Carlo Giuliani è stato ucciso dalla polizia italiana, si aprirà il Parco Carlo Giuliani, nel quartiere di Kreuzberg. Questo parco sarà uno spazio libero, che appartiene al popolo, un luogo di incontro e di rispetto – un parco senza consumo di energia e terrore, senza l’ossessione della sicurezza e del controllo. A Berlino ci sono pochi posti dove si può stare senza dover spendere soldi, senza dover essere per forza clienti o doversi sentire come su una passerella. Perché? Chi ha rubato i luoghi? Chi ha rubato la cultura, il senso della musica, delle arti e della condivisione? Chi ci ha rubato la nostra città? Sono i responsabili della privatizzazione e del mercato, gli strateghi del profitto del libero mercato, gli ingegneri della vita quotidiana.

Il nome di Carlo ci deve aiutare a ricordare ma anche a guardare avanti, ci può dare coraggio e forza per continuare a lottare in un mondo di oppressione, di distruzione ambientale; la guerra e la corsa agli armamenti è storia di tutti i tempi.

10 anni fa ci siamo incontrati con centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo a Genova, per urlare il nostro “NO” ai rappresentanti dell’auto-nominatosi “G8″ del Nord del mondo. Il nostro “NO” al loro mondo di plastica pronto a tutto per le merci, in cui le persone possono partecipare solo come produttori di ricchezza, per pochi. Il nostro “NO ” ad un mondo in cui solo una piccola parte della popolazione ha diritto al cibo, all’istruzione e all’integrità fisica e psicologica. Il nostro “NO” alla logica mortale del capitalismo.

Il nostro “NO!” ci unisce e ci rafforza!
Il nostro “NO” si insinua attraverso le frontiere e le autorità doganali, per superare le differenze linguistiche e culturali, e unisce la parte onesta e nobile dell’ umanità. Il nostro “NO!” non ha bisogno di nessun permesso, di nessun partito e di nessuna speranza da parte di un potere superiore.
Perché il nostro “No” è un “SI” alla vita, alla collettività, perché crediamo nella bellezza della solidarietà. “SI” è il coraggio della nostra utopia!

Noi che ci siamo incontrati a Genova, siamo stati uniti combattere per un mondo diverso, attraverso la speranza e la determinazione. Ispirati dal movimento zapatista, che nel 1994 ha esclamato “un altro mondo è possibile”. Siamo stati parte delle proteste a Seattle e a Praga, il World Social Forum e le rispettive lotte locali. La risposta dei governanti a Genova è stata chiara: hanno dovuto prendere le teste che non potevano vincere, e la forte voce di un altro mondo doveva essere messa a tacere. Carlo è stato ucciso. Migliaia sono stati feriti, arrestati e torturati. A Bolzaneto, alla scuola Diaz, nelle stazioni di polizia, al carcere di Marassi. Non abbiamo dimenticato, siamo ancora qui!

Ciò che già era marcio, oggi è ancora più scadente. Esportano guerre, catastrofi climatiche e crolli del mercato azionario con una velocità mozzafiato. La nostra speranza che questo sistema si mettono giù pieni, purtroppo, non ancora. Una minoranza di avidi criminali ha dichiarato guerra al resto dell’umanità e del mondo intero. Stiamo vivendo una catastrofe nucleare mondiale ed i leader ne sono responsabili. Nel perseguire i loro deliranti profitti lasciano una scia di distruzione che rende invivibili grandi aree del nostro pianeta.
10 anni fa il nostro “NO! ” era giusto, ora lo è più che mai!
Ovunque si sta formando nuova resistenza. In tutto il mondo, le persone scendono in strada e non ne possono’ più di essere semplici spettatori assegnati ai margini della storia.
C’è fame di dignità e di sconvolgimenti sociali. Noi ci siamo!

“Ci è stato detto che la globalizzazione è un processo inevitabile che agisce come forza di gravità. A questo noi rispondiamo: Non ci resta che impostare le leggi di gravità sospesa”
Subcomandante Marcos – Chiapas

Viva la ribellione,che dice “NO! ”
Morte alla morte!

Genova Libera – Berlino Kreuzberg 2011

 

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