Contro la crisi economica e la guerra: SCIOPERO GENERALE!

Alla devastante crisi economica/finanziaria in corso si accompagna un’ennesima guerra imperialista, ora di aggressione alla Libia. Due fatti strettamente legati e conseguenti, due facce della stessa medaglia.
La medaglia è il sistema capitalistico che domina con le sue espressioni politiche statuali e governative.
I lavoratori di tutto il mondo industrializzato stanno pagando a caro prezzo il costo di una crisi tremenda che ha travolto gli equilibri economici planetari.
Centinaia di migliaia di posti di lavoro bruciati, milioni di disoccupati privi di mezzi di sussistenza, cassintegrati che con le loro famiglie vivono una condizione al limite della povertà, questi in sintesi gli effetti reali, dal punto di vista economico, sui lavoratori italiani e non.
In parallelo, il sistematico smantellamento del sistema di diritti che faticosamente è stato costruito con decenni di lotte dalla classe operaia, sta producendo una generalizzata condizione di precarietà, sfruttamento, ricatto.
Condizione analoga, e nella sostanza ancor più grave, vivono le masse dei paesi “poveri”, alla mercè di governanti foraggiati dalle potenze imperialiste.
Questa, in soldoni, l’origine dei flussi dei migranti che lasciano i loro paesi in cerca di un futuro possibile.
Questa, anche, insieme agli effetti della crisi sui mercati internazionali delle materie prime, l’origine delle rivolte popolari che stanno scuotendo il nord Africa e il mondo arabo.
La guerra scatenata dalle potenze occidentali tenta di ristabilire una condizione di equilibrio per poter garantirsi lo sfruttamento delle risorse naturali e il controllo dei processi politici in corso.
L’umanità, in questo come in tutti gli altri casi precedenti, non c’entra nulla con la guerra!
Bruciano miliardi in armamenti e guerre in nome dei loro interessi; ammantano le loro azioni criminali di un’umanità inesistente; scatenano contro profughi e immigrati il più bieco sentimento razzista.

Dobbiamo rispondere, dobbiamo reagire ai padroni e ai signori della guerra, dire basta è oggi la sola risposta possibile!
Costruiamo momenti di lotta, nei luoghi di lavoro, sul territorio che abbiano come obbiettivo la difesa reale degli interessi comuni di tutti i lavoratori e i proletari, iialiani,immigrati e rifugiati.
Dobbiamo farlo rivendicando il principio dell’internazionalismo: non c’è differenza tra l’operaio occidentale sfruttato, precario e licenziato; tra l’immigrato a cui vengono negati diritti economici e politici (con conseguenze devastanti che vediamo anche per i lavoratori delle cooperative), il giovane proletario e le masse diseredate del Maghreb. in rivolta contro la fame e i regimi dittatoriali, li accomuna la stessa condizione di classe.

Sciopero quindi, generale, economico, politico, internazionalista, di classe.

Contro: la negazione e la perdita dei diritti; i ricatti padronali; i sindacati venduti; la precarizzazione generale; la disoccupazione causata da governi e padroni; il razzismo;
il respingimento dei rifugiati in fuga dalla guerra; la sanatoria truffa; la guerra imperialista!

Per: la difesa dei diritti duramente conquistati; il lavoro; la giustizia sociale; l’integrazione; i diritti di cittadinanza.

15 Aprile SCIOPERO GENERALE NAZIONALE a Milano corteo con concentramento in largo Cairoli ore 9:30

fip M.Aurelio 31, Milano http://www.sicobas.org                     S.I. COBAS

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