Bologna respinge Maroni.

In circa 2000 persone, molti studenti ma non solo, sono scesi in piazza per protestare contro la presenza del Ministro dei respingimenti Maroni. Stavolta ad essere respinto però è stato lui, che ha dovuto rinunciare all’incontro in Prefettura perchè il corteo vi era arrivato a poche centinaia di metri.

Infatti, il corteo, dopo aver imboccato una strada laterale la prefettura è stato bloccato da alcuni cordoni di polizia ed in quel momento ci sono stati dei tafferugli che hanno portato al fermo di un compagno giovanissimo del Collettivo Autonomo Studentesco.

“Sam Libero subito!” è il coro che da quel momento è stato cantato dalla piazza fino a quando Sam non è stato rilasciato diverso tempo dopo.

La mobilitazione di contestazione a Maroni era iniziata intorno alle 17,00 quando da via Indipendenza, che era rimasta presidiata dal primo pomeriggio è partito il corteo in cui erano presenti i collettivi universitari di Collettivo Universitario Autonomo Bartleby uniti ad altre realtà cittadine, centri sociali e al collettivo del Cas.  I manifestanti sfilano dietro lo striscione “Emergenza Maroni, respingiamo il governo Berlusconi”. E i cori più gettonati durante tutto il corteo: “Noi odiamo la Lega”, “Maroni, stiamo arrivando” e “Indovina dove andiamo”.

La lunga giornata di mobilitazione ha affermato con forza, che c’è una città che è intenzionata a riprendersi il futuro che la crisi e il governo italiano gli stanno togliendo, e che non vuole sottostare alle logiche razziste della Lega Nord. Lega Nord che sta annunciando anche per voce di Maroni stesso la “conquista” di Bologna.

In serata le solite dichiarazioni scontate e già pronte da giorni del Ministro degli Interni, che innervosito per l’inospitalità che gli ha riservato Bologna dichiara che a scendere in piazza sono le solite “squadraccie”. Ma oramai è noto a tutti, questo è l’unico paese, che per un uovo lanciato si grida al terrorismo e che si usano termini più idonei a descrivere soggetti come Borghezio (collega di partito di Maroni) per attaccare chi protesta da sempre per la chiusura dei nuovi Lager chiamati Cie e al fianco di tutti i migranti.

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