Cronaca e analisi della manifestazione del 7 ottobre: NON CI AVETE ANCORA PIEGATI!

NON CI AVETE ANCORA PIEGATI!

Venerdì 7 ottobre noi studenti liberi dai condizionamenti dei partiti e dei sindacati, liberi da ogni forma di istituzionalizzazione del movimento, siamo scesi in piazza nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale.

Questa giornata vuole essere un avvio ad un autunno, in cui gli studenti finalmente si riprenderanno il ruolo che gli spetta, cioè di essere attivi nelle decisioni che riguardano il nostro futuro.

Nonostante il tempo avverso, dalle 8,30 un nutrito gruppo di studenti si è mosso da p. Brin con una risolutezza che ha sorpreso chi non ci credeva, che ha portato il corteo fin sotto la Banca d’Italia, disorientando l’autorità cittadina. La manifestazione è poi proseguta fino al sit-in sotto l’Ammiragliato di v Chiodo, dove tutti gli studenti hanno espresso il loro dissenso.

Successivamente ci siamo spostati sotto la sede di Confindustria, dove è stato affisso uno striscione contro l’ennesima strage sul lavoro (4 VITE NON VALGONO 4 EURO, PADRONI ASSASSINI), a dimostrazione del fatto che la nostra lotta è indivisibile da quella dei lavoratori. Arrivati, dopo ulteriori deviazioni dal percorso stabilito, in p. Europa, le dimostrazioni sono proseguite con blocchi stradali spontanei che hanno ulteriormente disorientato chi credeva che la manifestazione si sarebbe risolta nella solita “passeggiata”.

Come nelle altre 90 piazze abbiamo fatto sentire la nostra voce, senza farci intimorire dalla macchina repressiva messa in atto dalle istituzioni ed abbiamo bloccato per tutta la mattinata le strade della NOSTRA città, a dimostrazione del fatto che nessun futuro è possibile senza il nostro consenso, e che non siamo più disposti a negoziare i nostri diritti in cambio di qualche “contentino”.

Quello che ci sembra sempre più evidente è che di fronte ad una crisi economica causata dalla speculazione di pochi, l’unica soluzione che ipocritamente ci viene proposta da un’informazione serva dei poteri forti è quella di rinunciare ai diritti dei lavoratori, di noi studenti e delle fasce più deboli della società a favore di una non meglio identificata “competitività”, che non farebbe altro che ridurci a puro e semplice pezzo nella macchina dello sfruttamento globale.

Di fronte a tutto ciò, l’unica soluzione è quella di usare tutti i mezzi possibili per invertire questo processo.

BLOCCARE STRADE, SCUOLE, BANCHE E LUOGHI DI PRODUZIONE E DI FLUSSO DELLE MERCI, PER METTERE IL CAPITALISMO IN GINOCCHIO, TOGLIENDOGLI LA POSSIBILITA’ DI PROSECUZIONE DELLO SFRUTTAMENTO E IL POTERE CHE HA NELLE NOSTRE VITE.

Quello che noi vogliamo è la fine di un sistema che ci costringe a pagare i danni creati da chi, in tutti questi anni, non ha fatto altro che arricchirsi sulle spalle di una fetta sempre più grande della popolazione, cioè le banche e le grandi concentrazioni industriali, grazie alla complicità di tutta la classe politica, da destra a sinistra.

Noi combattiamo per una società che metta al centro le persone, in un mondo libero dal capitalismo, sinonimo di sfruttamento e repressione, un mondo in cui finalmente non ci siano oppressi e oppressori, in cui ogni persona sia uguale senza distinzione né di classe né di etnia o di sesso.

NON UN PASSO INDIETRO!

COORDINAMENTO AUTONOMO STUDENTESCO

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