L’ombra del nemico: considerazione sul 15 ottobre a Roma

L’OMBRA DEL NEMICO!

“ Ci hanno detto di cercare il nemico dietro di noi, di guardare con sospetto chi ci stava a fianco, ma il nemico è semplicemente davanti ad i nostri occhi, è solo che facciamo finta di non vederlo, spaventati come siamo dalla sua ombra, che purtroppo è dentro di noi”

 

Il 15 ottobre è stato archiviato, catalogato nel grande archivio della menzogna e della paura.

Seppellito sotto il peso tremendo della nostra miseria quotidiana, attutito dal rumore di fondo prodotto dalle basse frequenze dei cervelli schizofrenici di milioni di benpensanti indignati e proletari abbruttiti, pronti a danzare, come i topi della favola, al solito suono dei vari “pifferai magici”, che, con rinnovato zelo e “insospettabile fervore” producono da tempo immemorabile la stessa viscida musica, il codice del bacio di giuda.

Del resto come non capirli, era la “loro” parata, una di quelle importanti, che si fanno un paio di volte all’anno, con tanti simpatici colori; il popolo viola, le bandierine rosse dei partitini finto comunisti o vetero comunisti, l’arcobaleno della pace e l’azzurro dell’acqua pubblica, gli striscioni enormi della fiom e dei cobas, carri musicali come al carnevale di Viareggio. E poi leader e leaderini, capi e capetti che si sbracciano, si affannano perchè la liturgia si compia secondo rituale, un bel giro su facebook, un tot di mail, incontri e assemblee per far finta di decidere tutti insieme, una spruzzata di indignazione tanto al chilo-tanto non costa niente, parole d’ordine come in una lamentazione greca; noi tanti voi pochi, banche cattive noi buoni, fateci lavorare o dateci dei soldi, viva i beni comuni e insomma fate qualcosa di sinistra ma va bene anche di destra basta che mandate via Berlusconi.

Una rappresentazione noiosa ma tutto sommato confortevole, un po’ come quelle cene con i parenti, poi tutti a casa pronti a ricominciare la solita vita di merda e a votare quelli che ce la fanno fare!

Come si sono permessi quel migliaio di provocatori-violenti- blackbloch-brutti sporchi e cattivi, di rovinare quella sublime, surreale messa in scena tanto democratica e carina.

Come hanno osato portare rabbia vera, vita reale, caos e confusione, in diversi casi anche la loro, come hanno potuto gettare fango, far passare per violenti tutte quelle brave personcine e il loro variegato e simpatico movimento?

Ma siamo matti, fosse mai che qualcun altro si sveglia dal lungo sonno e comincia a chiedersi il perchè, perchè bisogna lavorare fino alla morte, ( pensione a 67 anni), o morire a lavorare ( 1200 morti sul lavoro all’anno), perchè non c’è mai stata un altra epoca storica con così tanta ricchezza e con così tanta povertà, perchè la rottura rivoluzionaria con il capitalismo forse è una bella utopia ma il capitalismo dal volto umano è certamente un aberrante idiozia.

Ora che l’indignazione è evaporata o sospesa, mentre l’uomo della provvidenza per i capitalisti, il salvatore della patria da tutti appoggiato comincia il suo sporco lavoro per massacrarci, rimane indelebile la linea tracciata quel 15 ottobre, da un lato l’infamia e il tradimento, dall’altro il balbettio confuso ma vivo di chi ha capito dove sta il nemico e cerca di liberarsi delle sue ombre!

 

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