Ciò che non ci uccide, ci rende piu forte.

Correva l’ anno 2008, quando alcuni compagni massesi di A.S.P e C.A.R.C decisero di creare una lista Comunista per il Blocco Popolare con cui si sarebbero presentati alle elezioni. Il compagno Marco Lenzoni che era candidato alla provincia con la lista Comunista per il Blocco Popolare, era presente ad un dibattito fra i candidati sindaci, quando ad un certo punto una donna in calzamaglia appartenente al rango de LA DESTRA, ebbe dei vapori al cervello e  insieme al marito ed alcuni componenti fascisti di quel partito, iniziarono ad inveire contro i compagni al grido di W il DUCE con saluti romani al seguito. Il marito della donna in calzamaglia (quella con i vapori al cervello) ebbe anche lui dei vapori cerebrali e sferrò un pugno in pieno volto ad un compagno ferendolo gravemente,  gli arrivò come risposta un calcio nel culo dal compagno Lenzoni.

Tornando alla serietà politica, abbiamo voluto raccontarvi i fatti per come sono andati realmente anche se con un pò di sarcasmo, forse troppo. Questa storia finì con denuncie fra le parti, il compagno ferito denunciò lo sporco fascista che venne condannato a 5 mesi piu risarcimento ( 5 mesi che poi gli furono tolti dal giudice ), lo sporco fascista denunciò per aver ricevuto un calcio nel culo ( o nel sedere ) il compagno Lenzoni, il compagno venne condannato agli arresti domiciliari tre mesi fa. Dopo aver fatto ricorso in appello, oggi il giudice benefattore non ha accolto il ricorso ed ha confermato la condanna a 20 giorni arresti.

Iniziamo col dire come l’assurdità di questa storia, scopre le carte in tavola, ovvero come sia manovrata la giustizia in Italia ma ancor più a livello locale, distrubuendo denuncie  come se fosse una partita a poker. Da una parte, il provocatore fascista che dopo aver rispolverato pubblicamente la sua nostalgia del ventennio, aggredisce un compagno e ne querela un altro per un calcetto in culo. Dall’altra parte, il clownesco giudice di pace che condanna con gli arresti domiciliari il compagno dell’ A.S.P Lenzoni, forse il giudice ritiene un calcio in culo dato ad un nostalgico fascista vilipendio alla nazione ? Ci spieghi vostro onore ! Forse è meglio di no, già sappiamo il motivo della condanna che dovrà scontare un nostro compagno che mai ha fatto un passo indietro, ebbene il motivo signor giudice è che lei è un servo, e come servo ha l’ennesimo compito infame di far pagare a caro prezzo cose inesistenti come questa insulsa condanna a 20 giorni di arresti domiciliari. Dove sono finiti i 5 mesi di condanna allo sporco fascista ? E’ evidente che qualcosa non funziona o non va come dovrebbe andare, perchè ci immaginiamo la vergogna del giudice quando ha dovuto leggere la sentenza di condanna per la pedata nelle chiappe.

 Perciò esprimiamo massima solidarietà al compagno Marco Lenzoni, ai compagni dell’ A.S.P  e dei C.A.R.C, vogliamo ribadire tutto il nostro appoggio ai compagni ed alle lotte che stiamo portando avanti in questi giorni nel territori massese

                                                                                      MASSIMA ED INCONDIZIONATA SOLIDARIETA’,

CIO’ CHE NON CI UCCIDE, CI RENDE PIU’ FORTE !

MARCO LIBERO !

AUTONOMIA SPEZZINA!

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Comments
One Response to “Ciò che non ci uccide, ci rende piu forte.”
  1. matteo ha detto:

    Un anno è passato. si è vista la riforma della scuola della gelmini, la crisi economica della Grecia e della SPagna, l’accordo tra Francia e germania per salvare l’Euro, mentre in Italia vi era aperta una crisi politica nel governo Berlusconi. Con la caduta di Berlusconi, Capo dello Stato, dopo un giro di consultazioni con tutti i segretari di partito ha nominato il Capo del Governo Monti.
    Per alcuni era la speranza di uscita dalla crisi economica mondilale, mentre per altri non era altro che una filiale della Banca Europea. La sinistra e, mi meraviglio soprattutto del Partito socialista SEL che sia favorevole di un governo dei ricchi. Questa discussione semmai verrà ripresa con le amministrative, il primo dell’anno si è inaugurato per alcuni solo con il classico concerto viennese, ma, si sono dimenticati delle carceri e, soprattutto del numero dei decessi 2. Quello che ho visto in televisione è il teatro dei partiti che riircordano dei carcerati una volta all’anno senza prendere in esame i decessi che ci sono.

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