Storie di ordinaria repressione. Comunità tunisina si mobilità per la verità

Questa mattina un nutrito gruppo di tunisini provenienti da Pisa è giunto a La Spezia,per commemorare la salma del 21enne tunisino Karim Azoz ucciso da un poliziotto della stradale lo scorso 17 gennaio perchè con la sua macchina insieme ad altri due ragazzi  non si era fermato a un posto di blocco.Il caso è controverso poichè il poliziotto per giustificare il fatto di aver sparato ad un ragazzo per reati che sicuramente non meritano la morte ,ha dichiarato che uno dei ragazzi per primo avrebbe esploso un colpo di pistola; peccato che dopo tre giorni di indagini e ricerche non c’e traccia nè della pistola, nè del bossolo del proiettile che secondo i poliziotti implicati in questa faccenda sarebbero stati portati via da una fantomatica quarta persona di cui non si è riuscita ancora a dimostrare l’esistenza,infatti i ragazzi hanno già detto alle autorità competenti di essere stati solo in tre in quella macchina la sera dell’accaduto.

Questa storia l’abbiamo già vista,ricostruzione dei fatti dubbi e discordanti tra le due parti coinvolte,prove inesistenti,insabbiamenti che in Italia hanno gia portato all’assoluzione o a processi interminabili nei confronti di agenti chiaramente colpevoli.Per questo e per chiedere la verità(quella vera) sulla morte di Karim questa mattina la comunità tunisina spezzina si è unita a quella pisana in un corteo spontaneo dalla stazione fino alla camera mortuaria di La Spezia dove  la salma del giovane tunisino era in attesa dell’autopsia,corteo a cui hanno partecipato anche alcuni solidali italiani.Fin’ora sembrerebbe la cronaca di una giornata tranquilla di cordoglio,ma non è  andata proprio cosi perchè alla stazione di Pisa la polizia italiana ha dato un’ulteriore dimostrazione di fascismo e razzismo,cercando prima (con l’aiuto di treni Italia)di non far partire i familiari e gli amici di Karim spostando all’ultimo momento il binario del treno diretto a La Spezia informando con un passaparola(e non in maniera ufficiale)solo i passeggeri che parevano essere italiani,per negare la possibilita di protestare alla comunità tunisina,i presenti una volta accortosi dell’inganno si sono riversati nel sottopassaggio dove sono stati prontamente caricati e manganellati e per questo sono seguiti momenti di tensione piu che legittima con gli  agenti presenti.La Questura con queste azioni denota un certo nervosismo di fronte ad una storia che si fa sempre più  scomoda per le autorità e per tutti quelli che elogiano l’operato della polizia stradale….seguiremo tutti gli aggiornamenti intanto esprimiamo solidarietà nei confronti della famiglia di Karim e della comunità tunisina.

 

 

foto: tratte da COLLETTIVO UNIVERSITARIO AUTONOMO PI.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: