Appello agli studenti: Blocchiamo gli invalsi

Per il secondo anno consecutivo anche nella scuola superiore si terranno le prove di valutazione dell’INVALSI. Si tratta di una tappa importante che va nella direzione dello smantellamento della scuola pubblica. Dietro l’apparenza di una semplice valutazione si nasconde in realtà un preciso progetto politico. Il sistema di valutazione dell’INVALSI è l’altra faccia della medaglia della fine del valore legale del titolo di studio voluta dal Governo Monti. Attraverso la classificazione dei risultati infatti si aprirà questo percorso anche sulle scuole superiori. Le differenze tra scuole si acuiranno, in un contesto sociale come quello italiano, che per divisioni tra nord e sud del paese, centro e periferie delle città, avrebbe bisogno di un intervento esattamente nella direzione opposta. Al posto di assicurare livelli d’istruzione omogenei e più qualificati su tutto il territorio nazionale, a prescindere da divisioni geografiche e sociali, si sceglie la strada della divisione tra istruzione di serie A ed istruzione di serie B, C,D ecc.. Nonostante la dubbia rilevanza scientifica e le critiche mosse ai test, il modello del quiz a crocette conquista sempre maggiore spazio nelle scuole. Si tratta di un passaggio da non sottovalutare per i risvolti culturali che comporta. Ad un modello orientato all’acquisizione del senso critico, mettendo in luce la soggettività dello studente e puntando al pieno sviluppo della sua personalità, si sostituisce un modello di adesione acritica ad una verità prestabilita, in cui nulla rimane dell’analisi critica. Nulla può essere pensato all’infuori di ciò che è già dato, e allo studente si chiede l’operazione meccanica di scegliere tra proposte che altri hanno individuato per lui. I risvolti culturali e le implicazioni sociali di questo processo sono chiarissimi.

Dal punto di vista legale le prove INVALSI lasciano più di qualche dubbio sui profili di legittimità relativamente alla legislazione sulla privacy. Come verificato lo scorso anno infatti ci sono domande con dati sensibili richieste a studenti minorenni senza che vi sia stata la preventiva autorizzazione dei genitori. Allo stesso tempo siamo a conoscenza del fatto che in moltissimi istituti sono stati acquistati all’inizio dell’anno testi specifici per la preparazione dell’INVALSI. Questo da la dimensione di quanto la modalità di insegnamento sia influenzata dai test, al punto da modificare i libri di testo su cui studiare, con un ulteriore aggravio per le famiglie.

Per tutti questi motivi invitiamo gli studenti, i collettivi e le associazioni studentesche a non prestarsi a questa campagna di distruzione della scuola pubblica. Il 16 maggio invitiamo tutti gli studenti delle seconde classi a consegnare in bianco la prova e tutte le organizzazioni ed i collettivi a promuovere nelle loro scuole campagne contro le prove INVALSI. Dietro l’apparenza di una semplice valutazione c’è un gioco molto di più: la sopravvivenza in questo paese di un sistema d’istruzione pubblica. Non prestiamo la nostra intelligenza ai loro scopi.

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