I lavoratori Gesip in corteo a Palermo: tensioni con le forze dell’ordine

I lavoratori Gesip in corteo a Palermo: tensioni con le forze dell’ordine

gesipbarricaSuccede che si crei molta aspettativa attorno a un incontro a Roma tra Comune di Palermo, Regione Siciliana, Ministeri dell’Interno, dello Sviluppo, dell’Economia, della Coesione Territoriale, del Lavoro e inoltre del Dipartimento per la protezione civile della Presidenza del Consiglio. Succede che duecento operai della Gesip decidano di andare a seguire da vicino la discussione che potrebbe concedere una boccata d’aria alla loro situazione più che precaria attraverso l’erogazione di cinque milioni di euro. Succede che le tecnicissime menti eccelse riunite lì dentro non riescano a decretare nulla di meglio che l’istituzione di tavoli tecnici permanenti e il “permesso” per la Regione Sicilia ad agire in deroga al patto di stabilità (imposto solo qualche mese fa) per trovare coi suoi mezzi i fondi necessari a far proseguire per altri due mesi le attività della Gesip. Succede infine che non tutto vada come le menti tecniche pensavao di poter prevedere e che i 1800 lavoratori Gesip non si lascino abbindolare dall’ennesimo scaricabarile tra le istituzioni e decretino altro: “finché non ci verrà garantito il lavoro che ci spetta e che tiene in piedi questa città, questa stessa città non avrà pace”.

Quello appena descritto non è frutto di una fervida immaginazione, è semplicemente il quadro in cui vive Palermo in queste ultime ore: un’amministrazione impegnata nella negoziazione diretta con il governo centrale affinché non debba, a pochi mesi dall’insediamento, dover fronteggiare l’esplosione del malcontento sociale che era riuscita a cavalcare per le elezioni di maggio; il governo Monti impegnato da una parte a battere la strade del rigore e dall’altra a cercare il capro espiatorio da dare in pasto all’opinione pubblica; la Regione Siciliana, al centro dell’attenzione per le elezioni che si avvicinano, col compito di trovare i cinque milioni; la stampa progressista locale appiattita su posizioni perbeniste di denuncia del “mal costume” e dei “cattivi comportamenti” di alcuni di quelli che le narrazioni dei giorni scorso hanno dipinto come lavoratori privilegiati e che adesso vengono tratteggiati a metà tra bifolchi e vandali; e gli operai: gli unici, come sempre del resto, a cui si tenta di far pagare le colpe che gli si vuole appioppare.

Ecco quindi la loro rabbia trasformata in pratica concreta: una manif sauvage che attraversa tutta la città e si rende imprevedibile. Un corteo che si divide in due tronconi per paralizzare il più possibile la metropoli. Una scia fatta di barricate improvvisate e cassonetti rovesciati che per ore restano al centro delle strade più trafficate. Polizia e carabinieri che cercano a più riprese, ma sempre senza successo, di arginare il fiume in piena composto da quasi cinquecento lavoratori e che si lancino in inseguimenti spericolati per i percorsi e le strade a loro meno agevoli. Operai che portano a passeggio la testa mozzata di un manichino a rappresentare Monti e il loro attestato di stima verso il capo del governo, striscioni e manifesti elettorali di tutti i partiti divelti e strappati lungo l’immenso percorso del corteo.

Insomma ecco il risultato tangibile di quanto decretato dagli operai in risposta ai giochi di palazzo che si stanno svolgendo sulle loro teste: “fatevi pure i vostri calcoli, provate pure a giocare con le nostre vite e con la nostra città…noi ci facciamo i nostri e agiamo di conseguenza”.

infoaut.org

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