[UK] Nuovo schiavismo. Detenuti pagati 3,60€ al giorno da un ristorante a Cardiff

Dopo il call center è la volta di un ristorante. Il cosiddetto “prisonfare”, un piano del governo britannico che permette alle aziende di assumere detenuti pagandoli solo poche sterline a settimana, non è stato bloccato dalle proteste di queste settimane.

E si viene a scoprire che oltre alla Becoming Green, una compagnia gallese che sta impiegando i detenuti per il proprio call center (qui un nostro post su questa vicenda), è coinvolto anche un ristorante, il Clink, che ha per sede, tra l’altro, un ex centro per visitatori del carcere di Prescoed. I detenuti che lavoreranno al ristorante saranno pagati 3£ (pari a circa 3,60€) al giorno –  esattamente come alla Becoming Green. E nel frattempo il ristorante già sta promuovendo il suo menù di Natale, che costerà 24,95£ a persona.

 

I carcerati vengono trasferiti quotidianamente dalle celle al posto di lavoro per poi fare rientro nelle strutture carcerarie alla fine del turno. Naturalmente il governo ed i politici cercano di giocare sulla volontà di “reinserire” i detenuti:

“Il Clink rappresenta un’opportunità per il cambiamento, offrendo ai detenuti la possibilità di sviluppare capacità che potranno mettere all’opera una volta rilasciati”.

Ma, come afferma la campagna “Right to work”, impegnata nel contrasto delle politiche governative sul lavoro, si tratta di “una forma di schiavitù del ventunesimo secolo, in cui la riabilitazione è abbandonata in favore di un super-sfruttamento”.

Chi si oppone al “prisonfare” non è contrario a che i prigionieri lavorino. Ma non si può permettere che siano pagati addirittura al di sotto del salario minimo (che, per inciso, è un po’ più di 6£ all’ora).
Questa forma di super-sfruttamento non è però un male solo per i detenuti. La possibilità per le imprese di avere a disposizione forza lavoro semi-gratuita minaccia concretamente le condizioni di tutte quelle lavoratrici e di quei lavoratori che vengono considerati “garantiti”. Perché un ristorante d’ora in poi dovrebbe pagare i propri camerieri 6£ all’ora quando può pescare dalla popolazione carceraria e spendere solo 3£ al giorno?

La condizione di questi detenuti ci parla di uno dei nostri futuri possibili, uno di quelli verso cui una parte non piccola delle classi dirigenti vorrebbe condurci. Dovremmo impostare le lotte sulla base di questo ragionamento, perché sappiamo di appartenere alla stessa classe in cui si trovano questi detenuti – così come sappiamo di essere dalla stessa parte di tutti quelli che sono costretti a ‘regalare’ la propria forza lavoro con stage, ‘volontariato’, ecc. Una semplice e comoda indignazione morale per i ‘poveri detenuti’ non farebbe fare alcun passo in avanti.

clash city workers
More info:
Right to work
Il sito web del ristorante
Articolo-spot per il Clink restaurant

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