Genova: quando lo sciopero è vero!

Genova: quando lo sciopero è vero!

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2013_11_21_sciopero_amt copy“Sciopero, sciopero…ge -ne -rale!”. Con questo slogan si è da qualche ora conclusa laterza giornata consecutiva di sciopero dei lavoratori Amt (trasporto pubblico), e non solo, che dopo il corteo mattutino per le vie della città, si sono concentrati in presidio, per tutta la giornata, sotto il Consiglio comunale; annunciando in questo modo la prosecuzione della lotta con la quarta giornata di sciopero, prevista per domani. Non sono servite le precettazioni, non sono serviti gli strali e l’indignazione del Prefetto e dell’amministrazione comunale per far desistere dalla lotta le centinaia di lavoratori che con lo sciopero, i cortei, le invasioni del consiglio comunale, i presidi stanno, in questi giorni, letteralmente bloccando la città, lottando come leoni al percorso di privatizzazione dei principali servizi pubblici che la Giunta Doria vorrebbe spingere al rush finale, con l’approvazione in tarda serata della relativa delibera.
La giornata di oggi, come peraltro le precedenti, è stata veramente ricca di elementi, che danno il senso e la portata della battaglia che i lavoratori stanno portando avanti, delle difficoltà e delle contraddizioni che si trascina dietro, come delle proprie potenzialità.
Non è questo certo il momento per bilanci o riflessioni organiche, ma qualcosa – percorrendo oggi il corteo, portando la solidarietà a questi lavoratori – è già possibile dire, cercando anche di chiarirci quelle che sono le sfide che a noi, come a questi lavoratori, ci si profilano davanti. Iniziamo a dire, innanzitutto, che la giornata di oggi, come per altro le precedenti, sono state una vera e propria “boccata d’ossigeno”. Un momento in cui respirare a pieni polmoni, scrollandosi di dosso tutta quella passività, rassegnazione e aria rafferma che ormai da troppo tempo siamo abituati a respirare in questa città. La forza con cui i lavoratori, in primis Amt, sono riusciti a forzare la situazione, mettere di fronte alle proprie responsabilità l’amministrazione comunale (e tutta la sua stantia retorica “sinistra”), costringere le burocrazie sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Faisa) a rincorrere, non farsi intimorire dalla precettazione prefettizia, ha di certo rappresentato una bella e forte scossa.
Ma è stata la capacità di non isolare la battaglia e lo sciopero in una mera vertenza aziendale (o ancor peggio aziendalista) l’elemento centrale che, a nostro parere, emerge in pieno e che oggi ha costituito un passo in avanti, sia rispetto le giornate precedenti, sia rispetto esperienze dei passati anni. Oggi, l’entrata in sciopero anche dei lavoratori Aster (manutenzione stradale) e la presenza al corteo di molti lavoratori Amiu (nettezza urbana) a fianco dei lavoratori Amt rappresenta una prima potenziale saldatura di un percorso di lotta tra i lavoratori delle aziende partecipate e municipalizzate genovesi che può rappresentare la base reale per una radicale opposizione al progetto di privatizzazione avviata dal Comune, ma soprattutto agli esuberi e al generale peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro che questa si porta appresso. Anche perchè al di là della privatizzazione è la politica dei sacrifici, è la firma degli accordi a perdere che dovrà essere messa sempre più in discussione. In questo senso, la questione Amt resta al centro, svolgendo il ruolo di vero e proprio catalizzatore dell’intera mobilitazione. E sarà probabilmente qui che le potenzialità del “lungo sciopero selvaggio” dovranno scontrarsi con le contraddizioni che la lotta cova ancora in seno. In primis, il ruolo e il peso che le burocrazie sindacali concertative esercitano. Perchè nonostante la forte spinta data dai lavoratori, nonostante la radicalità espressa e nonostante che il sindacalismo concertativo abbia comunque dovuto assecondare e inseguire, il ruolo dei concertativi e la loro capacità di gestione resta. In questo senso, la giornata di oggi se da una parte ha fatto emergere le “prime prove tecniche” per la costruzione di un percorso unificante tra i lavoratori delle diverse aziende sotto attacco, dall’altra parte ci dice che il tentativo di separazione e d’isolamento in singole vertenze sarà il canovaccio attraverso il quale tentare di riassorbire la mobilitazione. Canovaccio che già amministrazione comunale, Prefetto e Regione stanno tentando di tessere, spingendo all’attivazione di tavoli di trattativa separati e pratica che il sindacalismo concertativo sta già tentando di far passare. Dietro a tecnicismi formali (“le aziende sono diverse e hanno problemi diversi“, oppure, “oggi si parla solo di trasporto pubblico”) mentre la delegazione di sindacalisti di Amt, Faisa in testa, saliva in Comune per essere ricevuta dal sindaco si è sbrigativamente liquidata la possibilità che anche una delegazione dei lavoratori Aster potesse salire all’incontro. Elemento, questo, che si va ad aggiungere ad altri episodi che dimostrano come concertativi e autonomi si stiano muovendo proprio in questa direzione. Nelle prime ore del mattino, infatti, a fronte della volontà anche dei lavoratori Amiu di scendere in sciopero a fianco dei tranvieri solo l’intervento intimidatorio della Digos (con la richiesta dei documenti) e l’intervento di alcuni burocrati sindacali ha permesso di comprimere lo sciopero a sole due ore (dalle 5 alle 7). Notizie analoghe arrivano anche dai lavoratori dell’Atp (azienda genovese del trasporto pubblico extra – urbano) che a fronte delle minacce padronali e dal terrorismo psicologico esercitato dalla Cgil, avrebbero desistito dal partecipare allo sciopero. Per ora.
A questo si aggiunge il riscaldamento dei motori della macchina repressiva; sembrerebbe, infatti, che le prime multe, derivanti dalla precettazione, siano già state notificate.
Domani, comunque, sarà la quarta giornata di sciopero, nessun autobus uscirà dalle rimesse e i lavoratori di Amt, Amiu e Aster si sono già dati appuntamento in mattinata alla Sala chiamata del Porto per un’assemblea generale per capire come portare avanti la mobilitazione. Seguiranno aggiornamenti.

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